Etna Ski Opening il 31.1.2026 - Gli aggiornamenti sui nostri canali social
La stagione sciistica è finalmente iniziata giorno 31 Gennaio 2026 grazie alla copiosa nevicata del 19/20 Gennaio che ha portato una quantità di neve notevole sul vulcano principalmente oltre quota 1700 metri. Infatti lo zero termico si è assestato intorno a tale quota e soprattuttp sui versanti orientali è caduta una quantità di neve variabile tra i 200 e i 250 cm, con accumuli ventosi che hanno raggiunto e superato i 4 metri in alcune zone, come il rifugio Sapienza. Ciò ha reso particolarmente difficoltosa la pulizia delle strade, complici anche gli interventi avvenuti solo a conclusione della perturbazione (sono stati emanati due giorni di allerta meteo rossa) e di risorse umane e di mezzi spalaneve non sufficienti. Le strade liberate per prime sono state le principali, Sp92 da Nicolosi e la strada Mareneve da Linguaglossa (chiuse da una ordinanza e liberate dopo 9-10 giorni) seguite poi dalle rispettive arterie di Zafferana e di Fornazzo. Rimangono ancora chiuse al traffico veicolare le strade di Milia e la Salto del Cane.
Gli aggiornamenti sulle sciovie e sulla viabilità verranno dati costantemente sui nostri canali sociali facebook.com/etnasci e instagram.com/etnasci
Per tutta la stagione sarà operativà la nostra Ski Academy EtnaSci per lezioni di sci private, corsi, escursioni. Info: Ski Academy
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Etna Sud fu sede di Gare di grande prestigio, dal Trofeo Duca degli Abruzzi al Trofeo dell’Etna, e poi da ultimo la Tre Giorni Internazionale dell’Etna, vanto dell’indimenticato Mimmo Signorelli. Papà mi raccontava che in uno dei Trofei dell’Etna, il mitico Zeno Colò, poi vincitore, salì dal Rifugio Sapienza all’Osservatorio studiando il percorso che poi segnò con bandierine, che seguì in discesa: perché era proprio una discesa “libera”! I miei ricordi, a flash, risalgono alla fine degli anni ’50, quando fu allestita una sciovia che dal piano sopra l’attuale Funivia, conduceva sotto il monumentino Cagni. Era lunga trecento metri circa, ma la discesa, per me che ero bimbetto, sembrava interminabile. A parte che arrivare al termine della sciovia con sci lunghi oltre 2 metri, attacchi Kandahar ed oltre, era un’impresa. Quando non si poteva andare su, ci si fermava a fare campetto a Fossa della Nave, percorrendo discese di 30-50 metri, seguite da faticose risalite. Poi venne il periodo dello skilift del Monumentino, costruito dai Fratelli Conti con annessa Capanna. La lunghezza era leggermente maggiore. La fune era mossa da un motore Diesel, dovuto all’ingegno dei Fratelli. Mettere in funzione il motore, soprattutto dopo nottate freddo, era un’impresa: i congegni ed il gasolio gelavano e bisognava riscaldarli, accendendo un fuoco. Si, un fuoco sotto il motore! Messo in movimento, il motore faceva un rumore assai forte di ferraglia, ed un fumo denso. In testa all’impianto vi era un collaboratore dei Fratelli, tale Saro, il cui compito era di raccogliere i ganci, e, periodicamente, inviarli a valle, gridando di fare attenzione (ganci! ganci!). La fune scarrucolava spesso, ma rimetterla a posto non era un problema.
Nel 1968, durante una provvida chiusura scolastica per presunti casi di meningite, andammo a sciare per 5 giorni di seguito, con neve marzolina ottima, ed in quella occasione con Edy stabilimmo il record di discese dal Piccolo Rifugio, usufruendo del vecchio impianto, ben 14. Qualche volta, quando il tempo in quota era inclemente, contattavamo l’autista della SITA, il grande Taccia, dandogli le chiavi delle nostre macchine ed una discreta mancia per venirci a prendere al termine delle discesa che dal Rifugio sapienza andava sin verso il Magazzino delle Arance, a monte Capriolo. Poi venne il tempo delle gare, dei soggiorni al Rifugio Sapienza, al Caminetto. Spesso si rimaneva bloccati. Col nostro grande piacere. E si montavano i pali dietro il Rifugio Sapienza, per passare il tempo. E poi, ancora, tramite la Funivia e lo skilift della Montagnola, vennero i fuoripista comodi, il Canalone degli Svizzeri e la lavagna della Montagnola, la discesa verso la Grotta di S. Barbara. Si, si sciava ad Etna Sud... E ci si conosceva tutti. E ci si accontentava. Il resto è storia recente....
