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Un modello fisico matematico per prevedere le eruzioni etnee

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Venerdì 18 febbraio 2011, alle ore 6 circa, ha avuto inizio una fenomenologia esplosiva nel cratere di Sud Est e precisamente nel nuovo cratere (pit crater), teatro della precedente eruzione del 12 gennaio, che dal Prof. Jean Claude Tanguy è stato chiamato “Sud-Est Orientale”.

 

 

L’evento, secondo un nuovo modello fisico-matematico approntato da alcuni anni, era stato previsto dai ricercatori dell’Università di Catania coordinati dal Prof. Giuseppe Patanè e dell’Osservatorio Omega dell’Istituto Ricerca Medica e Ambientale diretto dal ricercatore Giovanni Tringali. L’eruzione, attesa tra il 19 ed il 23 gennaio scorso come si rileva da un precedente comunicato stampa, si è verificata con poco più di 20 giorni di ritardo e ricalca come dinamica eruttiva quella del 12 gennaio. L’evento eruttivo, con energia lievemente inferiore rispetto al precedente, si è manifestato con esplosioni stromboliane, fontanamento e colata di lava molto fluida la quale ha avuto inizio intorno alle ore 10.30 e nel primo pomeriggio ha raggiunto il fondo della Valle del Bove. Le analisi condotte sia dall’I.R.M.A. che dai ricercatori francesi Jean Claude Tanguy e Roberto Clocchiatti sui prodotti emessi il 12 gennaio scorso ha dimostrato un tenore di ossido di magnesio molto basso segno questo di lava già differenziata; si esclude quindi per il momento una rialimentazione profonda da magma primitivo che possa causare una grande eruzione vulcano-tettonica. Si prevedono invece ancora episodi parossistici al cratere di SE che assumono lo stile eruttivo di quelli che si sono verificati del 2007. In particolare l’eruzione in atto ricalca, in tono minore, gli eventi del 4 settembre 2007, in cui si è generata una fontana di lava alta quasi un chilometro, e del 23-24 novembre dello stesso anno la cui pioggia di lapilli ha coperto Piano Provenzana. L’attuale eruzione è tipica dello stile eruttivo del cratere di Sud-Est il quale fin dalla sua origine, avvenuta il 5 aprile 1971, si è distinto particolarmente per la sua attività parossistica. Il 17 aprile del 1987 un’esplosione freatica ha addirittura causato due morti. Il suddetto cratere nell’intervallo di tempo che va dal 26 gennaio al 24 giugno del 2000 ha generato ben 64 fontane di lava. Nel periodo che va dall’11 al 27 settembre del 1989 si verificarono 12 spettacolari fontane di lava accompagnate da veloci colate di lava molto fluida, mentre dal 15 settembre 1998 al 29 gennaio 1999 si sono avuti 20 violenti parossismi intervallati da periodi di assoluta calma. Nel 2007 il 29 marzo, l’11 e 29 aprile, il 5 maggio, il 4 settembre ed il 23 novembre vi furono episodi parossistici brevi ma spettacolari. Mentre nel 2008 è da segnalare l’episodio del 10 maggio che ha preceduto di tre giorni la lunga eruzione del 2008 la quale raggiungendo la durata di 183 giorni, costituisce la più lunga eruzione dell’attuale secolo. In pratica fin dal 1987 il Cratere di Sud-Est ha manifestato un atteggiamento eruttivo viepiù tendente all’attività parossistica ed all’esplosività e la magnifica e spettacolare fontana del 4 settembre 2007 con il suo chilometro di altezza visibile da tutta la Sicilia e anche dalla Calabria è un esempio degli spettacoli che si regala l’ultimo nato dei crateri sommitali dell’Etna. A causa del maltempo nessuno ha potuto immortalare il fenomeno; la foto che si pubblica scattata il giorno dopo da Giovanni Tringali evidenzia ben delineata nel manto nevoso la colata lavica nella quale s’intravedono ancora delle minuscole incandescenze. Secondo il modello fisico-matematico la prossima eruzione potrebbe avvenire tra il 16 ed il 21 marzo prossimo.

 

 

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