A seguito del nostro articolo-report sulla Viabilità stradale Etnea (http://www.etnasci.it/report/viabilita/1655-report-una-spolverata-di-neve-un-polverone-di-problemi) pubblichiamo alcuni articoli apparsi sulla Sicilia, inclusa una comunicazione del Sindaco di Nicolosi Nino Borzi.
I paradossi e i disservizi della stazione sciistica dell'Etna, versante di Nicolosi
«Con la neve, riecco i soliti problemi»
Alfio Di Marco
Inviato de La Sicilia
Simile a un rinoceronte che schiuma rabbia, lo «sperone» color aragosta si fa strada nel muraglione di neve spesso quasi due metri che ancora ostruisce la strada. La sua avanzata è inarrestabile e poco dopo cade anche l'ultimo diaframma che fino a poco prima bloccava la provinciale che dal piazzale del Rifugio Sapienza scende verso Zafferana.
E' venerdì 5 febbraio. Le 9 sono passate da poco e da Catania centinaia di auto sono in marcia verso la stazione turistica di Etna Sud: il lungo ponte festivo sulla neve che per tradizione coincide con la festa di Sant'Agata è appena cominciato.
Per giungere fino a quota 1900, provenendo da Nicolosi, abbiamo percorso la provinciale 92: la strada è stata liberata dalla morsa della neve ed è percorribile senza catene. I primi sciatori e i primi gitanti non hanno difficoltà a parcheggiare, ma i posti sono limitati perché i piazzali sono ancora parzialmente ostruiti da montagne di neve ghiacciata che è stata accumulata nei giorni precedenti e che adesso i mezzi meccanici e i camion noleggiati in via straordinaria dal Comune di Nicolosi fanno fatica a smaltire.
Così chi arriva dopo si vede costretto a lasciare l'auto lungo tutto l'anello d'asfalto, mentre i pullman si sistemano nell'area loro riservata sotto la stazione di partenza della seggiovia.
A mezzogiorno il polo turistico di Etna Sud brulica di gitanti: le piste sono affollate, anche se in funzione ci sono solo due impianti di risalita: la Funivia e la seggiovia.
Chiusa per motivi tecnici la Montagnola; ancora da inaugurare – e per ora sepolto sotto metri di neve – l'ultimo impianto realizzato dopo l'eruzione del 2002-2003.
Gli esercizi commerciali lavorano a pieno regime, ma l'umore non è dei migliori: «Anche quest'anno la stagione è compromessa – è il coro unanime –. Si sono perse troppe settimane e non sarà certo quest'ultimo scorcio d'inverno a farci recuperare il terreno perduto. Il flusso turistico invernale, storicamente, si esaurisce con la prima domenica di marzo. E' impensabile che in quattro weekend si possano fare gli incassi di tre mesi».
Prima la mancanza della neve, poi quando questa è arrivata… «Sono cominciati i problemi – sbotta esasperato Alfio Carone, uno dei gestori del ristorante La Cantoniera –. E viene da dire: come al solito... Qui sembra d'essere tornati a 30 anni fa. In queste condizioni non è possibile fare turismo. Ci sentiamo abbandonati. Altro che Etna volàno dell'economia turistica invernale siciliana. Non ci fanno lavorare. Non ci mettono nelle condizioni di fare il nostro mestiere. Il risultato? La gente scappa e noi siamo costretti a licenziare. Se non addirittura a chiudere».
«In questi giorni il sindaco di Nicolosi, Nino Borzì, si sta affannando tanto. Viene quassù a controllare che tutti facciano il loro dovere. Ma non basta. Non è sufficiente l'impegno di uno. Qui serve una coscienza turistica vera. Serve imprenditorialità. Ci vuole passione per la montagna. Che poi si traduce in programmazione delle attività e prevenzione dei problemi. Tutti devono fare la loro parte: i Comuni, la Provincia, il Parco».
«Ancora oggi, a una settimana dalla grande nevicata, il parcheggio della Provincia davanti all'ingresso del bar Esagonal è semisepolto sotto montagne di neve. E in quello dei negozietti di souvenir, che è del Comune di Nicolosi, solo adesso si sta intervenendo con spalatrici e camion privati. Ma perché non ci si è mobilitati subito? Noi siamo stati liberati ieri quando è intervenuto un mezzo della Funivia».
«Riassumiamo. Domenica 17 gennaio non abbiamo lavorato per colpa del maltempo. Il 24 una finestra di sereno ci ha dato un po' di respiro. Poi si è arrivati a domenica 31 gennaio. Quel giorno avevamo finalmente registrato un buon numero di prenotazioni, ma alle 11, con i piazzali ormai intasati, si è deciso di chiudere la provinciale a Piano Vetore. Morale: qui i pullman non sono arrivati e noi abbiamo buttato tutto il mangiare e le scorte acquistate. E i ragazzi sono stati mandati a casa. Ci è stato detto che le condizioni meteo erano così pessime che non si poteva rischiare di tenere aperta la strada. In realtà, si è trattato di una normale giornata d'inverno, tanto è vero che a Piano Vetore si è svolta una gara ufficiale di sci. Il problema, invece, stava e sta tutto nella disponibilità di posti auto. Se non si sgombrano parcheggi e strade, saremo sempre punto e a capo».
«E meno male che d'estate non nevica, altrimenti… Forse quando arriva l'inverno sarebbe meglio mettere un grande cancello a Piano Bottara per interdire l'accesso alle quote alte – sbotta Carone –. Almeno così un esercizio come il nostro potrebbe mettere in cassa integrazione o licenziare il personale, potrebbe chiedere lo sgravio fiscale, risparmiando anche sul riscaldamento e sull'energia elettrica. Ma lo sapete che non lavoriamo più la sera? Che non organizziamo più nemmeno i tradizionali cenoni di Capodanno? E come si potrebbe: troppa incertezza. Chi garantirebbe per l'incolumità dei clienti che si avventurano fin quassù di notte senza un adeguato supporto?».
«E' triste – conclude sconsolato Carone –. Giorni fa, solo per fare un esempio che possa dare l'idea della situazione, una coppia di palermitani che alloggiava in un bed and breakfast a Nicolosi è tornata a casa senza aver inforcato una vola volta gli sci. Quei due hanno speso soldi e tempo per venire sull’Etna. Credete che la prossima volta
torneranno sul nostro vulcano?».
Lo scorso 3 Febbraio, sempre il quotidiano locale, faceva il punto sulla situazione meteorologica e viaria della Sicilia, con un articolo dal titolo «Neve e gelo, la Sicilia batte i denti strade in tilt sull'Etna: è polemica». Da questo articolo riportiamo il seguente stralcio:
[...]Ancora neve nelle aree interne dell’Isola, sia sulle Madonie sia sull’Etna. Ed è proprio sul vulcano attivo più grande d’Europa che in queste ore divampano le polemiche a causa della continua chiusura delle strade che sul versante sud conducono alla stazione turistica di quota 1.900. Lunedì sera, in un’affollata riunione in Comune a Nicolosi, gli operatori turistici hanno protestato perché «ancora una volta – sostengono – è mancata l’opera di prevenzione in grado di coconsentire la regolare apertura delle vie di accesso all’Etna».
«Quello che sfugge ai più – dice Turi Mazzaglia, già direttore degli impianti di risalita e grande esperto della Montagna – è se ci sia o meno la volontà di fare turismo invernale sul nostro vulcano. Perché se a inizio febbraio tre impianti su 5 restano chiusi, allora qualcosa che non va deve esserci per forza. Di più: è incomprensibile che le strade rimangano sbarrate per colpa di nevicate sia pure intense. Vi immaginate cosa accadrebbe se un quadro simile dovesse ripetersi sulle Dolomiti?».
«No, la verità è che qui manca la programmazione. Gli spazzaneve devono entrare in funzione nella notte per consentire alle auto e ai pullman di raggiungere il piazzale della Funivia sin dalle prime luci del giorno. La Provincia si giustifica dicendo che i mezzi sono rimasti bloccati a causa del carburante ghiacciato. Ma Santo Iddio: perché non è stata realizzata la rimessa per il ricovero dei mezzi pesanti? Eppure la Protezione civile, dopo le due grandi eruzioni del 2001 e del 2003, i fondi per la costruzione del capannone li hanno consegnati...
E dov’é il Parco? Perché non interviene?». «Risultato – conclude Mazzaglia –:oggi, malgrado il vulcano sia imbiancato come si deve, abbiamo tutti gli esercizi in quota chiusi per mancanza di... turisti. E poi si parla di crisi? Se per tre domeniche di seguito, in piena stagione invernale, le strade e i piazzali del Sapienza sono rimasti sepolti sotto una spessa coltre di neve vuol dire solo che non si è in grado di lavorare per il bene comune.
A questo articolo risponde il sindaco di Nicolosi Nino Borzì, con questa nota apparsa sul giornale del 6 Febbraio:
Il sindaco: «No alle polemiche, il dibattito sia costruttivo»
Riceviamo e pubblichiamo.
In relazione all'articolo apparso su «La Sicilia» del 3 febbraio dal titolo «Neve e gelo, la Sicilia batte i denti strade in tilt sull'Etna: è polemica» a firma Alfio Di Marco, mi preme precisare alcuni aspetti a mio parere di fondamentale importanza.
Il 31 gennaio è stata l'unica domenica di questa purtroppo breve stagione invernale in cui è stato vietato il transito sulla S.P. 92 per l'accesso alla zona di Nicolosi Nord-Rifugio Sapienza. Tale decisione assunta dal sottoscritto, per quanto di sua competenza, unitamente all'ispettore Gabriele Ferraro della Polizia Stradale, è scaturita dalle avverse condizioni meteorologiche, fra l'altro preannunciate, dalla sala operativa del dipartimento regionale della Protezione civile.
Il sottoscritto ha potuto appurare personalmente che per tutta la giornata di domenica, tranne sporadiche apparizioni del sole, la stazione turistica di Nicolosi Nord è stata interessata da forte vento di bufera, accompagnato da abbondanti nevicate, che non consentivano l'ottimale sgombero della strada a cura dei pur volenterosi operai dei mezzi spazzaneve della Provincia Regionale di Catania i cui mezzi però erano in buona parte guasti.
Concordo pienamente, e per questo ci stiamo attivando come amministrazione comunale, con quanti ritengono necessario che il servizio spazzaneve operi in particolari condizioni h. 24: incontreremo presto il presidente della Provincia, Giuseppe Castiglione che, come fra l'altro già sottolineato dal vostro quotidiano lunedì mattina, ha manifestato disponibilità in tal senso.
Senza voler continuare una polemica poco costruttiva, ma solo allo scopo di introdurre qualche elemento di chiarezza per il lettore, vorrei che si riflettesse anche su talune affermazioni che l'esperto intervistato, Turi Mazzaglia, già direttore degli impianti di risalita nonché assessore al Turismo del Comune di Nicolosi per quasi dieci anni dal 1998 al 2007, ha ritenuto di rilasciare.
1) A proposito di volontà di fare turismo invernale sul nostro vulcano, di impianti chiusi e di programmazione mi viene da chiedere perché tutti questi sacrosanti interrogativi sono attuali oggi per la chiusura di domenica 31 gennaio e non lo erano anche alcuni anni fa?
2) Perché nel tempo non si è pensato, come sta invece facendo l'attuale amministrazione comunale, a fornire anche il Comune di Nicolosi, grazie alla Protezione civile, di mezzi spazzaneve che potessero supportare quelli della Provincia almeno per lo spazzamento dei parcheggi comunali?
3) Come mai si è realizzata una seggiovia biposto non coperta che, anziché partire dal piazzale, come in tutte le stazioni di turismo invernale, parte oltre 200 metri più a monte, in una conca, che per di più, alla prima nevicata viene completamente ricoperta dalla neve e resa impraticabile?
4) Perché si critica oggi la mancata realizzazione, a cura della Provincia Regionale di Catania, del ricovero spazzaneve, quando c’è stata un’inchiesta della magistratura sul deposito di materiale lapideo proprio sul sito che dovrebbe ospitare il nuovo edificio e, dopo la conclusone delle indagini, l’ormai prossimo avvio dei lavori?
5) Perché la necessità di sparare a zero anche sul Parco dell’Etna anche quando proprio non «c’azzecca» nulla?
Come sindaco apprezzo sempre il dibattito, il confronto di idee, e l’acquisizione di esperienze , purché aprano anche a soluzioni. Nella riunione di lunedì mattina non ci sono state proteste ma giuste richieste di operatori turistici consapevoli di operare in un territorio con difficoltà di ogni genere, che chiedono di essere ascoltati in ogni sede, per fare valere le loro, le nostre ragioni.
NINO BORZÌ
Sindaco di Nicolosi