Dario Mascali, meglio conosciuto come Satamajorr, già moderatore del forum e redattore del "nostro" EtnaSnow.it, è andato alla sede dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia per scoprire i segreti di chi osserva il vulcano 24 ore al giorno. Ecco il report completo (tratto da www.etnasnow.it)
Quando mi e’ stato chiesto se avevo voglia di andare a visitare l’INGV non credevo alle mie orecchie ! E ovviamente non ho potuto fare a meno di unire l’utile al dilettevole: la mia si e’ infatti rivelata essere la visita di Etnasnow all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania. E non dite quindi che non vi penso !!
L’istituto ha sede in uno dei piu’ bei palazzi di quello che nei primi anni del novecento era il centro residenziale della nostra citta’. Stiamo parlando dell'ex palazzo del Duca di Misterbianco, nella zona ovest di piazza Roma. Una volta dentro non si puo’ rimanere indifferenti di fronte alle decine e decine di bellissime e suggestive fotografie che riempiono i corridoi e le sale dell’istituto. Foto di eruzioni, paesaggi, e foto inerenti le attività svolte dai tecnici e dagli studiosi.
Una di quelle che mi ha colpito di piu’ e’ sicuramente la fotografia scattata in Antartide, dove l’INGV di Catania ha svolto un’attività’ di studio e monitoraggio di un vulcano. In istituto e’ presente una sorta di corridoio-museo, nel quale sono presenti tanti “cimeli” (vecchie strumentazioni, antenate di quelle piu’ moderne che si utilizzano oggi), pannelli esplicativi sulla conformazione tettonica del territorio etneo, e pietre vulcaniche di varia natura.
Proprio da questo corridoio inizia la nostra vista. La mia guida e’ il gentilissimo e preparatissimo Sig. Alfio Pellegrino, Responsabile Logistico per la strumentazione di sismologia e G.P.S. Nei suoi tanti anni di esperienza (e’ ormai prossimo alla pensione) ha vissuto tante piccole e grandi “avventure”, sia in Sicilia che all’estero. Mi ha raccontato ad esempio della volta in cui si e’ recato in Grecia, dove sotto invito del governo greco, il centro catanese ha svolto un’attività’ di divulgazione e training dei colleghi stranieri. E altrettanto affascinanti sono comunque le tante esperienze che il signor Pellegrino ha vissuto sull’Etna. Nella nostra passeggiata la mia guida spiega
che l’istituto catanese si occupa principalmente dello studio Vulcanologico e tettonico della Sicilia Orientale, e mediante approcci multidisciplinari porta, tramite moderni sistemi di monitoraggio che consentono una veloce valutazione dei fenomeni geologici, un grosso contributo alla ricerca scientifica e alla protezione civile, per una sensibile riduzione del rischio sismico e vulcanico. In tutto il territorio sopracitato che va dalla zona di Scilla (Calabria inferiore), alla zona di Avola (nel Siracusano) insistono grandi e piccole stazioni di rilevamento dati. Basti pensare che sull’Etna ci sono circa 190 stazioni multidisciplinari, per rendersi immediatamente conto della mole di lavoro di analisi dati che viene svolta dai circa 110 dipendenti della sezione. E proprio per la ricezione di tutti questi dati, su una terrazza all’ultimo piano sono presenti antenne e parabole satellitari, che ricevono i segnali di stazioni delle varie discipline che arrivano in tempo reale nei vari monitor presenti in sala operativa, pronti per essere analizzati ed elaborati.
Una delle dislocazioni piu’grandi e funzionali che l’INGV ha sull’Etna e’ senza dubbio quello di Pizzi Deneri (2850metri slm). Tanti di noi si sono imbattuti in questa struttura nelle ciaspolate ad Etna Nord. La struttura e’ costituita da due edifici a forma di igloo e da una serie di corridoi sotterranei nei quali sono dislocati una serie di strumenti: sismografi e rilevatori vari. L’osservatorio e’ dotato di tutti i comfort necessari a permettere il soggiorno degli studiosi per molti giorni. Il signor Pellegrino mi racconta che tante volte, a causa della neve, si e’ costretti ad entrare da una botola posta sul tetto della struttura. Immaginate poi quelle giornate di vento assurdo, durante le quali noi stiamo a casa, ma qualcun altro si reca all’osservatorio per lavoro. A causa del vento si e’ costretti a camminare a passo di leopardo… Ovviamente nell’istituto sono presenti un plastico dell’osservatorio ed alcune foto aeree della zona dei Pizzi Deneri.
Sono rimasto ad osservare il plastico per parecchi minuti, come quando da bambino rimanevo imbambolato di fronte al plastico della vecchia aerostazione catanese posta all'interno dell'aeroporto Fontanarossa…
Il nostro giro continua nel cuore pulsante del centro: la sala operativa. In una sola stanza sono concentrati tantissimi monitor, alcuni collegati a sismografi, altri a webcam
(anche infrarossi) che danno la possibilità di monitorare anche visivamente l’Etna e tutti gli altri vulcani attivi presenti nella nostra regione: Vulcano, Stromboli. Vi sono poi monitor con immagini meteo satellitari e con la situazione dei venti. Quest’ultimo dato e’ molto importante in quanto l’INGV di Catania collabora attivamente con la Protezione Civile e con l’Aeroporto di Catania. In caso di nuvole di sabbia vulcanica, se il vento sposta questo materiale verso sud, l’ENAC viene immediatamente avvertito per poter prendere tutte le misure di sicurezza del caso. La piu’ drastica e’ quella della chiusura dello scalo fino al cambiamento delle condizioni. Dalla sala operativa possono partire comunicati, sulla situazione e sul monitoraggio del territorio, alle prefetture, alla Protezione Civile e all’Osservatorio Italiano che ha sede a Roma. Nel caso poi di eventi sismici da qui partono anche i comunicati stampa. Come potete capire il cervello dell’INGV e’ proprio questo. Ed e’ per questo motivo che gli studiosi effettuano una turnazione per monitorare ed eventualmente intervenire a qualsiasi ora del giorno e della notte.
Dopo l’attività frenetica della sala operativa il nostro giro continua nei piu’ tranquilli (ma non per questo meno operosi) piani interrati, dove si trovano vari laboratori chimici e fisici, ed un microscopio a fasci di elettroni (SEM) che viene utilizzato per lo studio delle pietre e dei campioni che vengono prelevati durante le fasi eruttive. Potrei stare ore ed ore a sentire le storie del signor Alfio, ma il giro e’ terminato. E’ stata un ora e mezza molto intensa, con la mia guida messa continuamente sotto pressione dalle centinaia di domande che gli sottoponevo. Ogni risposta era lo spunto per una nuova domanda… Mi sento di fare veramente i complimenti ad Alfio Pellegrino per la passione che ha per il suo lavoro, che si legge chiaramente nelle sue spiegazioni. E lo ringrazio davvero per la disponibilità e la pazienza dimostrata.
Chiudo con una piccola nota di demerito, non per l’istituto ma bensi’ per il Governo. Molti lavoratori dell’INGV sono in stato di agitazione, a causa della proposta di cancellazione definitiva del processo di stabilizzazione e conseguente licenziamento di un gran numero di lavoratori precari. Noi di Etnasnow siamo solidali e riteniamo inaccettabile che un istituto di eccellenza quale e’ l’INGV sia ridimensionato a scapito della ricerca e del lavoro di tante persone qualificate e di esperienza.
A questo punto non mi resta che invitarvi a collegarvi al sito dell'INGV di Catania, cliccando sul seguente link: www.ct.ingv.it
Quì di seguito trovate altre foto scattate all'interno dell'istituto, con una breve descrizione:
UNO DEI TANTI PANNELLI ESPICATIVI PRESENTI ALL'INTERNO DELL'INGV, CHE SPIEGA LA CONFORMAZIONE DEL NOSTRO VULCANO
UN ALTRO PANNELLO CHE MOSTRA LA CONFORMAZIONE TETTONICA DELLA SICILIA ORIENTALE
LO STESSO GRAFICO DI PRIMA, VISTO DA UN'ALTRA PROSPETTIVA
I TANTI MONITOR PRESENTI ALL'INTERNO DELLA SALA OPERATIVA (NELL'ALTRA FOTO INSERITA NEL CORPO DEL TESTO MI TROVO IN COMPAGNIA DEL SIG. PELLEGRINO)
UN MONITOR MOLTO ESPLICATIVO ALL'INTERNO DELLA SALA OPERATIVA
LE SCHERMATE CON I DATI METEO E LA SITUAZIONE DEI VENTI
UNA DELLE TANTE WEBCAM DELL'INGV: IN QUESTO CASO SI TRATTA DI VULCANO
UN GEODIMETRO (O DISTANZIOMETRO): UNO STRUMENTO IN GRADO DI MISURARE IN MANIERA MOLTO ACCURATA LE DISTANZE SFRUTTANDO LE ONDE ELETTROMAGNETICHE. VIENE UTILIZZATO PER MONITORARE IL MOVIMENTO DELLA CROSTA TERRESTRE
UNA FOTOGRAFIA DELL'OSSERVATORIO DI PIZZI DENERI (2850 mt SLM)
NEL PERCORSO DEDICATO ALLE VISITE SI FANNO ANCHE INCONTRI "INQUIETANTI"
| DUE EPOCHE A CONFRONTO: FARE IL VULCANOLOGO NON E' FACILE, MA 15 ANNI FA ERA PEGGIO |
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