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Grande successo per la presentazione del libro Sciare fuoripista sull Etna

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Il 21 Marzo scorso, al Teatro Gatto Blu di Catania ho avuto il piacere e l’onore di presentare insieme al vulcanologo Carmelo Ferlito il volumetto “Sciare fuori pista sull’Etna - Consigli e percorsi”, scritto da Paolo Bonsignore e Nino Cristaudo, due valenti frequentatori della montagna. Il testo, che tratta dello scialpinismo praticato sull’Etna, contiene due inserti “Etna in solitudine” e “Sci estivo sulla Tacca al 38° parallelo” di Arturo Mannino, grande appassionato conoscitore del nostro vulcano. La presentazione è stata molto partecipata al di sopra di ogni aspettativa tant’è che molti hanno seguito in piedi l’evento. Tra i presenti i rappresentanti delle istituzioni preposte alla sorveglianza ed al soccorso alpino e molti amici degli autori e appassionati dell’Etna.

Tra i convenuti Luca Ferlito del Corpo Forestale dello Stato, Domenico Granata del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, Giovanni Mazzoleni del Soccorso Alpino, Giovanni Tomarchio che con le sue riprese ha immortalato le spettacolari eruzioni etnee mettendo talora a repentaglio la propria incolumità. Nel volumetto tascabile si percepisce chiaramente l’esperienza degli autori che si prefiggono render partecipi gli appassionati della montagna alle emozioni che essa sa suscitare quando, con gli sci ai piedi, ci si accosta con semplicità e umiltà spinti dal desiderio di scoprirla nei suoi più reconditi aspetti. Il libro di Paolo e Nino non è fatto solo di carta stampata ma di sensazioni, esperienze ed emozioni sempre diverse anche se si torna negli stessi luoghi ed infatti coloro i quali frequentano con assiduità e passione la montagna non si stancano mai di tornare su sentieri già conosciuti. Qui sta la magia della montagna che stupisce ad ogni risalita al punto tale che al ritorno ammirando appagati le policromie dei suggestivi tramonti etnei si programma già la prossima escursione. La voglia di libertà degli autori sta alla base dello scialpinismo che si pratica in solitudine lontano dagli schiamazzi delle piste da sci. L’appagamento che si avverte raggiunta la meta, quando dopo aver ammirato estasiati i meravigliosi panorami e le magnifiche visioni che talora le nuvole sanno coniare con incantevoli giochi di luce, rappresenta la ricompensa che ripaga la fatica della salita e costituisce una sorta di efficace terapia che libera dalle ansie del quotidiano e carica della gioia di vivere. L’uomo ritrova se stesso solo quando entra in sintonia e simbiosi con la natura; una natura che spinge verso l’alto, che eleva il fisico e lo spirito, che consente di “volare” con gli sci quando si affrontano i pendii innevati assaporando l’ebbrezza della velocità ma soprattutto quella sensazione di libertà che mai potrà essere sufficientemente descritta in un libro. Le emozioni che si provano quando si scia al di sopra dello strato di nuvole che, come un oceano di bambagia copre l’area antropizzata pedemontana, ti trasmette emozioni indescrivibili facendoti percepire ancor di più il distacco dalla caotica e stressante vita di città. In tale dimensione surreale diventi protagonista, ancorché piccolo uomo sperduto nell’immensità della Montagna. Gli appassionati dell’Etna conoscono bene queste sensazioni ma per “volare” sugli sci occorre molto sacrificio e allenamento per raggiungere quell’esperienza che permette di “osare”, di cercare di superare i propri limiti ma sempre con prudenza per evitare l’incidente sempre in agguato. La Montagna non perdona gli errori e quindi occorre affrontarla con rispetto, prudenza ed esperienza e questa, acquisita nel tempo, diventa un inestimabile patrimonio personale non trasferibile tout court. Proprio per questo il volumetto di Paolo Bonsignore e Nino Cristaudo assume un importante valore intrinseco perché vi sono 31 punti di consigli e suggerimenti maturati nel corso del tempo, numerosi interessanti percorsi e molti punti base corredati di coordinate i quali, in particolari circostanze, possono essere di grande aiuto. Le dimensioni del volumetto sono contenute, si tratta di un tascabile, ma notevoli sono le emozioni che da esso si attingono quando si seguono i percorsi segnalati. La serata è stata resa ancor più interessante dai contributi dati da Franz Zipper valente medico del Soccorso Alpino, del vulcanologo del Parco dell’Etna, Salvo Caffo e del maestro di sci Davide Tomasello. Paolo Bonsignore, scomparso nel 2009, è stato ricordato con il canto “Signore delle cime” intonato dai convenuti in un’atmosfera surreale e di lui ne ha parlato con toni accorati la moglie Tania che insieme alle figlie Simona, Roberta e Cettina Cristaudo ha magistralmente diretto la regia dell’evento…Paolo è nell’aria, nel celeste e nel verde, in tutti i tramonti, come sta scritto sulla lapide Malerba ed anche in quella sala affollata dal “Popolo della Montagna” se ne avvertiva la presenza.

GIOVANNI TRINGALI

 

 

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