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Etna "Non ci sono le condizioni per una nuova eruzione!"

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E' questa l'opinione di Giovanni Tringali, direttore dell'I.R.M.A. scopriamo il perchè...

Nei giorni scorsi sono stati pubblicati articoli che danno per scontato un’imminente eruzione dell’Etna e la possibilità che si possano verificare episodi ceneritici come quelli causati dal vulcano islandese Eyjafjallajkull. A mio parere le cose stanno diversamente, nel senso che non vi sono le condizioni per una nuova eruzione. In particolare. Il tremore è molto basso e così pure la sismicità. Il terremoto del 2 aprile scorso che ha interessato la faglia Pernicana contrariamente a quanto avvenuto il 27 ottobre 2002 è stato interessato da un campo di stress compressivo verosimilmente dovuto alle falde dei Peloritani il cui spessore si aggira sugli 8 chilometri che spingono da NO verso SE. E’ stato riportato che nel cratere di NE si avvertono boati profondi ma questo ho potuto constatare che avviene da almeno 4 anni. Lo stesso Sud-Est Orientale, così come è stato chiamato il nuovo cratere che si è formato alcuni mesi or sono e che dal 7 novembre ha dato origine ad una costante incandescenza protrattasi per diverso tempo, ha fenomeni di crollo segno che la colonna magmatica si è abbassata ed infatti l’incandescenza da tempo non si nota più. La predetta incandescenza era dovuta alla liberazione di gas magmatici e quindi con l’esaurimento della degassazione si è avuta una contrazione del fuso magmatico non più sostenuto dalla spinta dei gas che ha fatto abbassare il livello del magma. Stante così le cose non vi sono gli elementi per dire che l’Etna si prepara ad eruttare tranne nel caso in cui dovesse modificarsi il campo di stress e la pressione magmatica, causata dalla risalita del mantello terrestre, determini la riapertura delle fratture nelle quali risalirà il magma dando origine ad una nuova eruzione. Per il momento occorre solo aspettare. Giovanni Tringali

Nella foto:  l'incandescenza al cratere di SE Orientale iniziata il 7 novembre 2009 protrattasi per molte settimane.

 

 

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